Fiscale
Buoni regalo e prepagate: quando batti lo scontrino

È la domanda che arriva più spesso al banco. Il cliente compra un buono regalo da 50 euro: lo scontrino lo batto adesso o quando torna a usarlo?
Risposta breve: dipende da che cosa c’è scritto sul buono, non da come lo chiami tu. Se vale per una prestazione precisa (un taglio più piega, un massaggio da 60 minuti), lo scontrino con IVA lo emetti subito, quando incassi i 50 euro. Se invece vale un importo da spendere liberamente, la classica gift card “50 euro da noi”, oppure è una tessera prepagata ricaricabile, alla vendita l’IVA non è ancora dovuta: lo scontrino con IVA piena arriva quando il cliente usa il credito.
Monouso e multiuso: le uniche due famiglie che contano
Per il fisco il buono regalo esiste in due sole versioni, monouso e multiuso. Non conta il nome che gli dai: voucher, gift card o carta regalo è lo stesso. Conta una cosa sola: quando lo vendi, sai già che cosa il cliente riceverà in cambio?
Il buono monouso: l’IVA la paghi subito
Un buono è monouso quando la prestazione è già individuata alla vendita. Nel tuo salone sono monouso i buoni scritti così: “un taglio più piega”, “un massaggio da 60 minuti”, “una seduta di manicure”. Il cliente non sceglierà nulla: quello ha comprato, quello riceverà.
Quindi lo scontrino con IVA si emette il giorno in cui vendi il buono. Quando il cliente torna e lo usa non nasce una seconda operazione da tassare: l’IVA su quei 50 euro è già stata versata. La cassa però deve sapere che quel servizio è già stato pagato, altrimenti l’incasso entra due volte e l’IVA la paghi due volte sullo stesso taglio. Lo imposti una volta con il tuo commercialista, poi la cassa lo fa da sola.
Il buono multiuso: l’IVA la paghi quando il cliente spende
Un buono è multiuso quando, alla vendita, non sai ancora che cosa il cliente porterà a casa. È il caso della gift card a valore: 50 euro da spendere da noi, su servizi o prodotti, come preferisci.
Alla vendita incassi denaro, ma non hai ancora venduto niente di preciso: hai un debito verso il cliente, non un ricavo. L’IVA diventa dovuta soltanto quando il buono viene usato come pagamento, cioè quando il cliente si siede in poltrona e sceglie. In quel momento emetti lo scontrino con corrispettivo pieno e IVA piena, e il buono risulta come parte già pagata.
Conta anche per i tuoi numeri: i 50 euro della gift card non sono fatturato del giorno in cui li incassi, lo diventano quando il cliente li spende. Se li conti subito, il fatturato del mese risulta gonfiato.
Monouso e multiuso a confronto
| Buono monouso | Buono multiuso | |
|---|---|---|
| Cos’è | Vale per una prestazione precisa, decisa già alla vendita | Vale un importo da spendere liberamente su servizi o prodotti |
| Esempio in salone | “Un taglio più piega”, “un massaggio da 60 minuti” | Gift card “50 euro da noi”, tessera prepagata ricaricabile |
| Quando emetti lo scontrino con IVA | Alla vendita del buono | Quando il cliente usa il credito |
| Quando paghi l’IVA | Subito, all’incasso | A ogni utilizzo, mano a mano che il credito si scarica |
“Ma da noi è tutto al 22%, quindi è monouso”: la trappola
È il ragionamento più diffuso e sembra logico: se in salone ho una sola aliquota, l’IVA la conosco già alla vendita, quindi il buono è monouso. Non funziona così.
Per essere monouso un buono deve avere tutto definito alla vendita: non solo l’aliquota, ma anche che cosa il cliente riceverà. Una gift card da 50 euro spendibile su qualsiasi cosa non lo dice: il cliente potrebbe prendere un colore, uno shampoo o un pacchetto viso. Manca l’elemento più importante, quindi è multiuso anche se nel tuo listino è tutto al 22%.
Trattarlo per comodità come monouso ti mette in due posizioni scomode: non è la linea corretta in caso di controllo, e versi subito un’IVA che non recuperi più se quel buono non verrà mai usato. Nel dubbio, parlane con il commercialista prima di stampare i buoni.
Tessere prepagate e ricariche: stessa logica della gift card
La tessera ricaricabile, quella dove il cliente carica 200 euro e li consuma un po’ alla volta, segue la stessa strada del buono multiuso, perché il credito è spendibile su prestazioni diverse:
- La ricarica non è un incasso di giornata. È un debito che hai verso il cliente: niente IVA in quel momento, e non entra nel fatturato del giorno.
- Il ricavo nasce al consumo. Ogni volta che il cliente scala il credito emetti lo scontrino con IVA piena.
- Ricarica e utilizzo sono due movimenti distinti. Vanno tenuti separati, sempre: altrimenti non sai quanto hai davvero incassato e quanto devi ancora restituire in servizi.
Il pacchetto di dieci sedute non è una prepagata
Non confondere le due cose. Se il cliente paga in anticipo dieci sedute dello stesso trattamento, non stai vendendo una gift card generica: stai incassando in anticipo una prestazione già decisa, quindi l’IVA è dovuta subito, come per il monouso. È il contrario della tessera a saldo libero. Se vendi entrambe le cose, tienile separate anche nel modo in cui le registri.
Buoni scaduti o mai usati
Il buono resta nel cassetto e nessuno lo porta indietro. Se era multiuso, l’IVA non è dovuta, perché la prestazione non c’è mai stata. Ma quei soldi non sono un regalo: quando il credito si estingue diventano un ricavo tassabile e vanno dichiarati.
Se era monouso, l’IVA l’hai già versata alla vendita e non la recuperi: il solo fatto che il cliente non si presenti non basta per riprendersela. Un motivo in più per non forzare la qualificazione monouso.
Sulla scadenza, una raccomandazione: prima di stampare mille buoni con su scritto “valido 6 mesi”, fai validare la formula. Le scadenze troppo brevi imposte al cliente possono essere contestate: meglio saperlo prima della tipografia.
Buono sconto e buono regalo non sono la stessa cosa
“Meno 20% sul prossimo colore”, “10 euro di sconto sopra i 50”: questi non sono buoni regalo. Danno diritto a una riduzione di prezzo, non a ricevere un servizio, e si gestiscono come un normale sconto sulla riga, che abbassa l’imponibile. È il trattamento opposto a quello del buono multiuso, dove l’imponibile resta pieno e il buono copre solo la parte già pagata.
Cofanetti, coupon e buoni emessi da altri
Il cliente arriva con un cofanetto comprato in libreria, un coupon di un portale di offerte o un buono welfare della sua azienda. Qui il caso è diverso: il buono non l’hai emesso tu, e i rapporti fiscali sono con chi lo ha emesso, non con il cliente in poltrona. Non è una cosa da decidere in cassa a intuito: fai leggere la convenzione al tuo commercialista e chiarisci chi fattura a chi.
Stessa prudenza in regime forfettario: lì non addebiti IVA, quindi il tema “IVA subito o IVA dopo” non ti riguarda, ma quando l’incasso diventa ricavo va comunque definito con il commercialista.
Come lo gestisci senza impazzire
La buona notizia è che si imposta una volta sola. Image & Beauty gestisce entrambe le forme di buono: lo imposti come monouso o come multiuso, e la cassa registra l’IVA di conseguenza, alla vendita oppure allo scarico. Sulle tessere prepagate, ricarica e utilizzo restano due movimenti distinti e il saldo del cliente si aggiorna da solo, senza quaderni a parte e senza discussioni al banco.
Il resto è organizzazione: decidi con il commercialista come qualificare i tuoi buoni, configuri la cassa una volta e poi lasci che sia il gestionale a tenere il conto.
Tre domande da fare al commercialista
- La nostra gift card a valore la trattiamo come multiuso, e la cassa è configurata di conseguenza?
- I crediti prepagati non consumati: come li gestiamo a fine anno?
- I cofanetti e i coupon dei portali con cui lavoriamo: chi fattura a chi?
Nota
Contenuto aggiornato a luglio 2026: serve a orientarti, non sostituisce il tuo commercialista. Prima di cambiare il modo in cui registri i buoni in cassa, verifica sempre la tua situazione con lui.
Domande frequenti
Quando devo emettere lo scontrino per un buono regalo, alla vendita o quando il cliente lo usa?
Dipende dal tipo di buono. Se vale per una prestazione precisa, per esempio “un taglio più piega”, è un buono monouso: lo scontrino con IVA si emette subito, alla vendita. Se vale un importo generico da spendere su servizi o prodotti a scelta, per esempio “50 euro da noi”, è un buono multiuso: l’IVA diventa dovuta quando il cliente usa il credito, ed è in quel momento che emetti lo scontrino con corrispettivo e IVA pieni.
La gift card del mio salone è monouso, visto che da me è tutto al 22%?
No. Per essere monouso un buono deve avere tutto definito già alla vendita, non solo l’aliquota IVA ma anche che cosa il cliente riceverà. Una gift card da 50 euro spendibile su qualsiasi cosa non lo dice, quindi è multiuso anche se nel tuo listino c’è una sola aliquota. Trattarla come monouso significa versare subito un’IVA che non recuperi se il buono non verrà mai usato, oltre a esporsi in caso di controllo.
La ricarica di una tessera prepagata è un incasso del giorno?
No. La ricarica di una tessera spendibile su prestazioni diverse segue la logica del buono multiuso: quando il cliente carica il credito non c’è IVA e non c’è ricavo, c’è un debito verso di lui. IVA e fatturato emergono solo quando il credito viene consumato. Ricarica e utilizzo vanno registrati come due movimenti distinti, altrimenti il fatturato del mese risulta gonfiato.
Il pacchetto di dieci sedute è una tessera prepagata?
No. Se il cliente paga in anticipo dieci sedute dello stesso trattamento, la prestazione è già individuata: l’IVA è dovuta subito, all’incasso, come per un buono monouso. La tessera prepagata è invece un credito a saldo libero, spendibile su servizi e prodotti diversi, e segue la logica del multiuso. Se vendi entrambe le cose, tienile separate anche nel modo in cui le registri.
Cosa succede a un buono regalo scaduto o mai utilizzato?
Se era multiuso non si paga IVA, perché la prestazione non c’è mai stata, ma l’importo che ti resta diventa un ricavo tassabile quando il credito si estingue. Se era monouso, l’IVA è già stata versata alla vendita e non si recupera. Attenzione anche alle scadenze molto brevi stampate sul buono: possono essere contestate dal consumatore, quindi fai validare la formula prima di andare in tipografia.
Che differenza c'è tra un buono regalo e un buono sconto?
Il buono regalo dà diritto a ricevere un servizio o un prodotto e vale come pagamento: l’imponibile resta pieno e il buono copre la parte già pagata. Il buono sconto, per esempio “meno 20% sul prossimo colore”, dà solo diritto a una riduzione di prezzo: si gestisce come uno sconto sulla riga e abbassa la base imponibile. Trattare l’uno come l’altro è uno degli errori più comuni in cassa.
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